Lord Dorwin awards!

Astratto

Istituzione del premio Lord Dorwin.
Descrizione di Lord Dorwin: personaggio minore del ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov.
Il premio sarà assegnato a candidati provatisi particolarmente abili nell’arte della verbosità strategica, del parlare senza dire, della conciliazione degli inconciliabili.


Annuncio gaudio magno l’istituzione del premio Lord Dorwin, che sarà assegnato, dopo accurata selezione da parte di un comitato di savi ottimati, a chi abbia dimostrato di saper padroneggiare la tecnica in cui eccelleva il suddetto Lord Dorwin.
Embè, esistono i Darwin awards, potranno esistere pure i Dorwin awards.

Chi è Lord Dorwin? È solo un personaggio minore, occupa poche pagine, ma c’è qualcosa in lui che mi colpisce profondamente. Lo considero una delle creazioni più felici uscite dalla penna di Asimov, esprime mirabilmente un archetipo della natura umana: la verbosità.
Lord Dorwin è volutamente, strategicamente verboso.
Un grande.


Il ciclo delle Fondazioni. Darò solo le coordinate strettamente necessarie a inquadrare il contesto, magari ne parlerò in altra occasione in termini generali.

ciclo-fondazioniIl ciclo delle Fondazioni è una saga di fantascienza scritta da Isaac Asimov in una serie di libri e racconti pubblicati dal 1942 al 1992. La storia ricalca a grandi linee, almeno nel suo sviluppo iniziale, Declino e Caduta dell’Impero Romano di Edward Gibbon, fonte di ispirazione esplicitamente ammessa da Asimov: molti dei pregiudizi antimedievali e anticattolici dell’area culturale cui apparteneva Gibbon, quando li ho studiati, li ho capiti profondamente avendoli già “respirati” nella saga di Asimov. Però non si tratta di un’opera coscientemente antireligiosa,  non è la Bussola d’Oro per capirci, piuttosto è un’opera che attinge da un preciso humus culturale (questo, per dire). Comunque va riconosciuto ad Asimov che ha più buonsenso dello scientista medio (vedi nota 4).

La storia, in breve. L’umanità ha colonizzato molti pianeti della galassia e ha perfino dimenticato quale fosse il pianeta d’origine. Tutti i pianeti sono politicamente uniti nell’Impero Galattico, un’entità tutto sommato benevola e benefica, all’occasione dispotica q.b., obesamente burocratica. Più o meno Roma con le astronavi. Il ciclo delle Fondazioni narra la caduta dell’Impero Galattico e l’interregno che ne consegue, un periodo di oscurità e barbarie (come il medioevo, ovvio) nel quale si agitano forze sociopolitiche 1 destinate a partorire dopo lunghe vicissitudini il Secondo Impero Galattico, un’epoca universale e perpetua di progresso pace e benessere (come la modernità, ovvio) (risata sarcastica).

Lord Dorwin appare nel primo racconto del ciclo. Il tessuto politico sta cedendo, le province esterne si trasformano in regni barbarici indipendenti. Terminus, piccolo pianeta ai margini della Galassia, è il seme da cui si svilupperà il Secondo Impero, ma ora è un luogo per esiliati. L’Impero ci ha mandato un gruppo di professori che stanno scrivendo l’Enciclopedia Galattica. Questi professori hanno per decreto imperiale il controllo politico del pianeta, ma non sono assolutamente capaci di gestirlo. Pensano solo ai loro libri. Di fatto chi amministra è il sindaco del pianeta, Salvor Hardin. Costui è il tipico “eroe” asimoviano, pragmatico e razionale; Asimov lo rende autore di alcune massime di saggezza veramente brillanti e molto famose nel fandom, del tipo“la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” oppure “non lasciare che il tuo senso morale ti trattenga dal fare ciò che è giusto”.

Terminus ha come scomodo vicino il piccolo regno barbarico di Anacreon, che vuole fare la voce grossa. Anacreon vuole annettere Terminus. Gli scienziati reggenti, nonostante lo scetticismo di Salvor Hardin, chiedono aiuto all’Impero. L’Impero manda il suo uomo migliore:

Lord Dorwin aveva lunghi capelli ondulati artificialmente, e folte basette bionde e morbide, che si aggiustava continuamente con la mano. I suoi discorsi erano un ricamo di precisione, ma non riusciva a pronunciare la r. Inoltre fiutava continuamente tabacco. Hardin non aveva tempo di scoprire le ragioni dell’antipatia ispiratagli dal nobile cancelliere. Lo irritavano il gesto della mano con la quale Lord Dorwin accompagnava ogni frase, e la studiata espressione di condiscendenza che assumeva ascoltando l’interlocutore.

Un grande.
Peraltro, Hardin nota che Dorwin quando è distratto pronuncia la r come chiunque altro: il suo rotacismo è una posa studiata ad arte.
Grande.

Lord Dorwin visita il regno barbarico, con cui firma un trattato. Visita Terminus, rassicura gli scienziati, si interessa ai loro problemi e discute di interessanti enigmi scientifici 2. Gli scienziati sono in sollucchero, Salvor Hardin è disgustato. Lord Dorwin rassicura i professori, nonostante lo scetticismo del sindaco:

«Lei sa», disse Hardin, «che i regni indipendenti della Periferia hanno completamente perduto l’energia atomica?».
«Davvevo? Non mi sovpvende affatto. Sono pianeti bavbavi… Oh, ma mio cavo amico, non li chiami indipendenti. Non lo sono, sa. I tvattati che abbiamo concluso con lovo lo dimostvano. Viconoscono la sovvanità dell’Impevo. Dovevano favlo, natuvalmente, altvimenti non tvattevemmo con loro».
«Forse è così, ma hanno una considerevole libertà d’azione».
«Sì, mi pave. Considevevole. Ma questo ha poca impovtanza. L’Impevo si tvova molto meglio con la Pevifevia lasciata a se stessa… come è ova, più o meno. Non sapvemmo cosa favcene, sa. Sono pianeti bavbavi. Scavsamente civilizzati».

Infine riparte tra molti e scientifici applausi.
Pochissimo tempo dopo, Terminus riceve una lettera dal re barbarico, il quale senza tanti giri di parole – sono barbari! – manifesta l’intenzione di installare una colonia su Terminus. Perfino uno scienziato capisce che questo è l’inizio di un’invasione. Panico. I professori non capiscono come ciò sia possibile, dopo che Lord Dorwin ha risolto tutto. Sono così disperati che si riducono a convocare il sindaco e chiedere il suo parere.
Anche Salvor Hardin ha delle sorprese per loro:

«Basta servirsi di uno strumento oggi molto trascurato: il buon senso. Vedete, esiste una branca del sapere umano, conosciuta sotto il nome di logica simbolica, che può essere usata per eliminare tutte le parole inutili che rendono oscuro il linguaggio umano. Ho applicato la logica simbolica a questo documento. Non ne avevo bisogno, visto che ne conosco già il significato, ma ho pensato che mi sarei potuto spiegare meglio, visto che sto parlando a scienziati, servendomi di formule anziché parole. Ho chiesto aiuto al mio amico professor Muller Holk, dell’Istituto di Logica.
Il messaggio di Anacreon è molto semplice da analizzare. Chi l’ha scritto è un uomo d’azione e non un diplomatico. Tutte le sue affermazioni giungono a una conclusione molto semplice che può essere tradotta in simboli che significano: se non ci date quello che vogliamo, ce lo prenderemo da soli.»

Gli scienziati esaminano le note, e ammettono con imbarazzo che l’analisi è scientificamente corretta.

«Bene. Ecco ora il trattato concluso tra Lord Dorwin e i nostri vicini: sono 5 pagine di fitta scrittura. L’analisi simbolica invece si riduce a non più di mezzo foglio. Circa il 90% del testo è stato scartato dall’analisi come privo di significato, e le conclusioni ricavate possono essere così riassunte. Obbligazioni di Anacreon verso l’Impero: nessuna. Influenza dell’Impero su Anacreon: nessuna.»

Gli scienziati studiano l’analisi, e devono nuovamente ammettere che è corretta. Ma ancora non si rassegnano alla realtà.

«Sindaco Hardin, lei non tiene conto delle assicurazioni di appoggio da parte dell’Impero che ci ha dato Lord Dorwin. Sembravano…» – esitò – «sembravano soddisfacenti. »
Hardin s’appoggiò allo schienale della poltrona.
«Questa è la parte più  interessante di tutta la nostra storia. La prima volta che ho incontrato  Lord Dorwin l’ho considerato un perfetto somaro. Mi sono dovuto poi  convincere che è invece il diplomatico più preparato dell’Impero e un  uomo intelligentissimo. Mi sono preso la libertà di registrare di nascosto tutte le sue  affermazioni. Ho fatta trascrivere la registrazione e l’ho  spedita a Holk perché l’analizzasse.
Qui veniamo al punto più interessante. Quest’ultima analisi è stata la più difficile delle tre. Quando Holk,  dopo due giorni di duro lavoro, è riuscito a eliminare ogni affermazione priva di significato, le parole incomprensibili, gli aggettivi inutili, in breve tutto ciò che era irrilevante, scopri che non era rimasto niente. Aveva cancellato tutto. Signori, in cinque giorni di discussioni, Lord Dorwin  non ha detto assolutamente nulla, 3 ed è riuscito a fare in modo che voi  non ve ne accorgeste. Queste sono tutte le assicurazioni che vi ha dato il vostro prezioso Impero.»
Se Hardin avesse piazzato una bomba sotto il tavolo, avrebbe creato meno confusione di quanta ne seguì a questa sua ultima frase.

Cioè. Capite.
Parlare per giorni e giorni di seguito, dalla mattina alla sera, quasi ininterrottamente, e non dire assolutamente nulla.
Un grande.

Purtroppo il contributo di Lord Dowin al ciclo delle Fondazioni finisce qui. Non appare più nella saga. Chissà se qualche fan lo ha omaggiato di una fanfiction; se lo meriterebbe proprio.
Salvor Hardin estrometterà gli scienziati dal governo del pianeta, lasciando che si dedichino solo alla loro cavolo di Enciclopedia, 4 e risolverà la situazione a modo suo, molto brillantemente – e molto cinicamente. Ma questa è un’altra storia.


Desidero istituire, in onore di questo eccezionale personaggio, il premio Lord Dorwin. Il premio sarà assegnato annualmente. Sarà deciso in seguito se istituire delle sottocategorie con più persone premiate, per esempio più categorie a seconda delle diverse qualifiche professionali.
Sarei fortemente propenso a istituire una speciale categoria clericale, essendo il presente momento storico particolarmente abbondante in tal senso.
Le persone nominate dovranno aver dato prova di essere particolarmente abili e versatili nelle seguenti tecniche (segue elenco esemplificativo e non tassativo):

Verbosità. È la tecnica più semplice e la più fruttuosa. Abbiamo visto che Lord Dorwin è straordinariamente prodigo di parole. Egli si esprime sempre “ampiamente”. Parla, parla, parla, e non dice assolutamente nulla. La tecnica riesce particolarmente bene sui social o quando bisogna redigere un documento, perché la lunghezza di un testo è inversamente proporzionale alla voglia di leggerlo. Lord Dorwin produce una immensa distesa di parole, che pochissimi leggono davvero dall’inizio alla fine, ma che gli permetterà di dire « ho risposto ampiamente» e uscire a testa alta da qualsiasi situazione.
Erudizione. Lord Dorwin è sempre disposto ad arricchire culturalmente gli inferiori. «Ti consiglio di andare a leggere…» (sottintendendo che ti considera ignorante e dà per scontato che tu non lo abbia già letto) uno o più testi specialistici, meglio se in una lingua straniera, nei quali sarebbe contenuta la risposta vittoriosa alle tue osservazioni. Lord Dorwin presume ragionevolmente che nessuno conosca o abbia sottomano i testi in questione per andare a controllare. Se per sfortuna incontra qualcuno che questi testi li conosce davvero, «Ti consiglio di andare a leggere anche…»
Ambiguità. Ove debba esprimersi se è vero A o B (dato A incompatibile con B), Lord Dorwin – se non può evitare del tutto di rispondere, che spesso è la scelta migliore – con molta cautela ed ampie perifrasi afferma che è vero C: cioè un concetto sufficientemente vago, flessibile, piegabile da una parte o dall’altra, che può essere inteso dagli uni come A e dagli altri come B. In tal modo Lord Dorwin riscuote consenso da tutti, e tutti dicono «è dei nostri, sta dalla nostra parte».
Falso terzo. È la mossa inversa della mossa precedente. Messo di fronte alle due posizioni incompatibili A o B, il bravo Lord Dorwin, con aria di equanimità e “imparzialita”, dirà sospirando agli uni e agli altri che la vera posizione è C, presentandola come terza ed equidistante da entrambe, incoraggiando gli uni e gli altri a fare ciascuno un passo verso l’altro e incontrarsi amichevolmente nel mezzo. In realtà C non è una posizione equidistante, anzi è sostanzialmente una delle due posizioni, le quali sono in regime di terzo escluso. Lord Dorwin questo lo sa, ma non lo dice.
Contraddizione. Si prendono due proposizioni contraddittorie e si affermano entrambe. Sembra impossibile, ma Lord Dorwin può fare meraviglie. In ambito ecclesiale, specialmente nelle decadi postconciliari, abbiamo assistito molto all’uso di questa tecnica applicata alla particella avversativa “ma”: si espone un discorso che afferma determinati concetti, poi si piazza un bel “ma” e si continua il discorso esponendo concetti oggettivamente contraddittorî ai concetti iniziali, abilmente presentati come se fossero compatibili o perfino complementari. Gli uni apprezzano la prima parte del discorso, gli altri apprezzano la seconda parte, e Lord Dorwin piace a tutti. Naturalmente la contraddizione va accompagnata da abbondanti dosi di verbosità, altrimenti la mossa è troppo scoperta.
Giudizio caso per caso. Combinazione delle due mosse precedenti. Si afferma la validità di un principio generale, «ma anche» che bisogna giudicare ogni caso singolarmente, perché «ogni caso è un caso a sè» (non significa niente sul piano logico, ma suona bene); questo giudizio caso per caso, “in certi casi”, può derogare al principio generale. Dati criteri abbastanza vaghi, in breve tempo le deroghe diventano la prassi e il principio generale è abbandonato.
Parole talismano. Lord Dorwin sa che ci sono parole che funzionano come il campanello funzionava per i cani di Pavlov: con la forza della ripetizione e dell’uso martellante, creano riflessi condizionati che fanno scattare una determinata reazione emotiva collegata a un determinato significato. Si arriva a un punto per cui non c’è neanche più bisogno di dire un concetto: basta usare la parola. Nel racconto di Asimov, Lord Dorwin ripete costantemente che i regni barbari sono «così bavbavi!», e questo nella testa dei professori si traduce automaticamente in “l’Impero vi proteggerà!”, sebbene Lord Dorwin non abbia mai detto niente del genere.

L’elenco delle tecniche del bravo Lord Dorwin potrebbe continuare a iosa. L’osservazione ambientale è una costante fonte di ispirazione.

Candidate il vostro Lord Dorwin preferito!


Note

Nota 1
queste forze sociopolitiche sono state matematicamente calcolate e indirizzate da un uomo di genio, Hari Seldon, l’inventore della psicostoria, una psicologia matematica che consente di prevedere e manipolare il comportamento delle grandi masse sociali. Asimov inventava la psicostoria all’inizio degli anni ’40; sarebbe interessante fare un confronto tra la psicostoria e il materialismo storico (che pretendeva di essere “scientifico”) della mitologia marxista.

Nota 2
tra i quali anche il problema archeologico della ricerca del pianeta d’origine. Lord Dorwin si definisce archeologo dilettante. La sua ricerca archeologica è espletata interamente nella sua biblioteca. Egli legge le diverse fonti in materia, le compara e le giudica. Non sente il bisogno di compiere ricerche in prima persona sui pianeti oggetto delle sue teorie. Per Salvor Hardin questa “adorazione del passato” è un esempio della decadenza culturale dell’Impero. In questo forse possiamo vedere un riflesso della mentalità scientista di Asimov – è scientifico ciò che è empiricamente replicabile. Si potrebbero fare alcune osservazioni al riguardo.

Nota 3
L’originale inglese è un po’ più espressivo: he didn’t say one damned thing. Damned è a mezzo tra una parolaccia e un’imprecazione.

Nota 4
Avrete notato che gli scienziati non ci fanno una bella figura in questo episodio. È per questo che stimo Isaac Asimov molto migliore di altri scientisti della sua corrente culturale (es. Arthur C. Clarke), perché ogni tanto nelle sue opere non ci mostra solo i pregi della “religione della scienza”, ma anche i limiti e i lati negativi. Infatti ci sono varî suoi racconti dove la tecnica, dopo essere stata la soluzione al problema, è diventata il problema. Sarebbe interessante fare un post di elencazione dei principali suoi racconti tecno-scettici.

12 pensieri su “Lord Dorwin awards!

  1. Ah, poi tra l’altro dovevo dirtelo: ti ho pensato più volte per un articolo che sto un po’ rimandando, in cui si parla proprio di Fondazione. Ma il libro l’ho letto da troppi anni, non ricordavo Lord Dorwin.

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      1. Ah, domanda complicata!
        Diciamo che Fox News è la rete di riferimento unica dei Repubblicani, ma buona parte dei supporter di Trump, i più avveduti, la vedevano come il fumo negli occhi, a ragione.
        Hanno ostacolato Trump quanto hanno potuto visto il bacino d’utenza, perdendo parecchia audience. Tieni conto che nel 2014 erano quasi riusciti a far passare una amnistia generale per gli immigrati clandestini, e Fox come del resto un network di radio “di destra” si erano spesi per fare in modo di confondere le idee al pubblico e fargli passare la cosa come un fatto compiuto. In fondo è chiaro: gli interessi di Wall Street sono in aperto contrasto con le idee dell’elettore Rep medio.
        Ultimamente hanno dovuto evidentemente fare buon viso a cattivo gioco: Megyn Kelly, che era la più compromessa contro Trump, se n’è andata e al suo posto è arrivato Tucker Carlson (quello del video) che ha fatto il botto perché piace tanto. Sean Hannity che era stato leale con Trump da subito (uno dei pochi) è ai massimi di popolarità. Chris Wallace è il più insidioso, se può mette i bastoni tra le ruote, ma si compiace del suo ruolo di vecchia volpe, che sa smarcarsi e non prendersi accuse.

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  2. Direi che i ranghi ecclesiastici in questo periodo pullulano, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta dalle basse alle altissime sfere. Dico “in questo periodo” non perchè prima ne mancassero, ma perchè di recente il dorwinismo è, direi scopertamente, considerato una virtù.

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